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La Juventus, con Enrico Canfari presidente, dopo essersi iscritta nel
consiglio della FIF, partecipò per la prima volta al Campionato Federale di
Prima Categoria l'11 maggio 1900, ma non superò nemmeno le eliminatorie in
Piazza D’Armi, perdendo 0-1 contro il Football Club Torinese. Nel frattempo
conquistò, per la prima volta, la Coppa del Ministero della Pubblica
Istruzione.
Nel suo secondo Campionato Federale a cinque squadre, la Juventus vinse la
prima eliminatoria contro la Società Ginnastica per 5-0 e giunse fino alle
semifinali, battuta dal Milan. Conquistò, per la seconda volta, la Coppa del
Ministero della Pubblica Istruzione e si aggiudicò il Gonfalone e la
Medaglia del Municipio, in un torneo tra squadre liguri e piemontesi.
Il 1902 segnò l'ingresso nella squadra juventina, composta quasi totalmente
da studenti universitari, dei primi stranieri e di Carlo Favale come nuovo
presidente. La Juventus disputò quella stagione con altre tre squadre
torinesi (FC Torinese, Audace Torino e Società Ginnastica) ma alla fine
dovette cedere il passo all'FC Torinese. Per la terza volta consecutiva, gli
juventini vinsero la Coppa del Ministero della Pubblica Istruzione.
Nell'autunno dello stesso anno la Juventus partecipò nella Coppa Città di
Torino, un torneo importante dall'epoca. Il presidente è stato in quel tempo
Giacomo Parvopassu e in rosa si cominciano a vedere i ragazzi che
conquisteranno il primo scudetto juventino. Il trofeo si disputa al
Velodromo Umberto I di Torino, il 24 ottobre c’è la semifinale contro
l’Audace; nel primo tempo la Juve va a segno tre volte, ma la superiorità è
tanto netta che gli avversari (memori anche di uno 0-6 subito otto mesi
prima in campionato) decidono nell’intervallo di ritirarsi, dando così via
libera ai juventini per la finale. Questa si gioca il 2 novembre successivo
contro il Milan. Agli ordini del doriano Francesco Calì i prodi bianconeri
che scendono in campo sono: Domenico Durante, Gioacchino Armano, Hugo
Muetzell, Carlo Vittorio Varetti, Giovanni Goccione, Domenico Donna, Alfredo
Ferraris, Giovanni Vigo, Luigi Forlano, Enrico Canfari e Umberto Malvano. Le
due squadre si affrontano in battaglia aperta; al 90’ il punteggio è di 2-2,
e nei supplementari entrambe segnano ancora una rete: 3-3. A questo punto
l’arbitro decide di continuare ad oltranza, applicando una sorta di golden
gol, ma i rossoneri in disaccordo decidono di non proseguire l’incontro
lasciando campo libero alla Juventus, che viene così proclamata vincitrice
di quello trofeo, il cui hanno fatto suo per seconda volta al anno
successivo in altra finale con il Milan (1-0).
Nel 1903 la Juventus abbandonò la maglia rosa. Nel campionato nazionale di
quell'anno la Juventus arrivò, per la prima volta, alla finale, perdendo
però per 0-3 contro il Genoa CFC.
Nel 1904, la Juve giocò per seconda volta consecutiva la finale del
campionato nazionale e, come la stagione precedente, a Genova e contro il
Genoa, ma perse nuovamente col risultato di 0-1.
Nel 1905 divenne presidente della società lo svizzero Alfred Dick,
proprietario di una industria tessile, che rinforzò la squadra inserendo
alcuni suoi dipendenti, come gli svizzeri Paul Arnold Walty, Ludwig Weber ed
il figlio Federico, gli scozzesi Jack Diment e Helscot, nonché gli inglesi
James Squire e Goodley. In quella stagione il presidente firmò un lungo
contratto di affitto per l'utilizzo del Velodromo Umberto I e finalmente
giunse il primo grande successo del club: il primo titolo di Campione
d'Italia dopo la partita decisiva del girone finale, giocata a Torino,
contro il Genoa.
In quell’anno la Juve si aggiudicò anche il Torneo di Seconda Categoria,
quello per intenderci delle squadre riserve. La Juve "B" è ammessa di
diritto al girone finale, in quanto unica iscritta dell’eliminatoria
piemontese, in compagnia di Genoa e Milan. E’ una marcia trionfale: 1-0 al
Milan in casa, 2-0 a Genova, 3-0 a Milano (con titolo matematico) e 3-0 a
tavolino col Genoa per forfait. I giornali d’epoca ci tramandano gli
artefici di questa vittoria: Francesco Longo, Giuseppe Servetto, Lorenzo
Barberis, Fernando Nizza, Ettore Corbelli, Alessandro Ajmone Marsan, Ugo
Mario, Frédéric Dick, Heinrich Hess, Marcello Bertinetti e Riccardo Ajmone
Marsan. A coronamento della stagione il clamoroso successo per 2-1 sui
titolari nella partitella in famiglia al termine del campionato.
Nel campionato successivo, i bianconeri chiusero al primo posto del girone
finale con il Milan, pareggiando 1-1 nella partita finale. La FIF decise di
far ripetere la partita, ma la Juve rinunciò allo spareggio per il titolo
(che quindi fu assegnato al Milan) per protesta contro il campo dell’US
Milanese (a Milano, sede dalla squadra rivale per il trofeo) come “il campo
neutrale della gara di spareggio”. Il Milan fu dichiarato vincitore di
quella partita -che doveva designare la squadra campione d’Italia- per 2-0
grazie alla deliberazione dalla Federazione Italiana Football. Questo è
stato il comunicato della Juventus presentato alla FIF in quella occasione:
«La Direzione del F.C. Juventus rifiuta energicamente di accettare la scelta
del Campo dell'Unione Sportiva Milanese come campo neutro perché il campo
neutro deve essere non solo un campo di un'altra squadra ma avere altresì
tutti i requisiti anche morali della neutralità, ovvero deve presentare gli
stessi e precisi vantaggi e svantaggi per i due Clubs. Ora il campo
dell'U.S. Milanese non si trova in queste condizioni in specie per i
seguenti motivi: 1) Non è giusto che trattandosi di un match da farsi in
condizioni uguali il F.C. Juventus debba esso solo sostenere la fatica del
viaggio Torino-Milano. 2) Il campo dell'U.S. Milanese è troppo conosciuto ai
giocatori del Milan Cricket. 3) Non è giusto che il Milan Cricket debba
godere dell'appoggio morale del pubblico milanese. Ciò posto la Direzione
della F.C. Juventus dichiara che se la deliberazione di questa spettabile
Presidenza non verrà revocata, il F.C. Juventus si ritirerà dal campionato
italiano di calcio».
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Fonte: Wikipedia
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