|
Nel 1906 il presidente della società vicecampione d'Italia, Alfred Dick, che
stava meditando di portare all'estero la squadra cambiandole perfino il nome
in Jugend Fussballverein, decise, dopo alcune discussioni con i soci
juventini, di rinunciare alla Juventus e fondare per "dispetto" con alcuni
giocatori importanti come Diment, Bollinger, Mazzia e Squair (dipendenti
dell'industria tessile di Dick), il Torino Calcio (oggi, Torino FC) unendosi
alla fortissima Football Club Torinese che aveva già assorbito la
prestigiosa Internazionale Torino qualche anno prima. Perciò, la squadra
bianconera rimase per due anni a corto di risorse finanziarie e di
giocatori, senza più neanche il contratto d'affitto del Velodromo Umberto I.
La presidenza della società fu assegnata a Carlo Vittorio Varetti.
Nell'ottobre del 1907 in una seduta straordinaria della Federazione Italiana
Football fu presa la decisione di "sdoppiare", per l'unica volta nella
storia del Campionato di calcio italiano, il campionato. I motivi erano da
ricondursi alla sempre crescente presenza di calciatori stranieri nelle
squadre italiane. L'accordo di massima sembrava coinvolgere tutte le
società, ma al momento delle votazioni i delegati di Milan, Torino,
Libertas, Genoa e Naples lasciarono la seduta per protesta. Si era deciso di
disputare due campionati egualmente importanti: il primo, cosiddetto
"Federale" (la Coppa James Spensley, che fino ad allora aveva premiato i
campioni d'Italia ogni stagione) aperto anche a squadre con giocatori
stranieri, il secondo è stato denominato "Il campionato italiano" (o Coppa
Romolo Buni), riservato solo a squadre composte interamente di calciatori
d'origine italiano.
Nel gennaio dell'anno successivo, anno del 10° anniversario della fondazione
della società, si giocò la gara di andata del primo torneo calcistico a
Genova contro l'Andrea Doria, dove la Signora vince per un 3-0 senza
repliche. Un mese dopo si rigioca, a Torino, ma i doriani escono vincitori.
Necessario dunque uno spareggio, da giocarsi a Torino per la miglior
differenza reti bianconera nel doppio confronto. Si gioca a marzo e succede
di tutto: bella partita e a pochi minuti dalla fine Juve in vantaggio per
2-1. Il doriano Sardi è il più lesto a colpire di testa, e il barone
Mazzonis, allora giocatore bianconero, per respingere il pallone infila
Durante di testa: 2-2 ma incontro successivamente annullato per errore
tecnico arbitrale. Passano due mesi e si può rigiocare lo spareggio, sempre
in Corso Sebastopoli, e stavolta veramente non c'è storia: vittoria della
Juventus per 5-1 con Ernesto Borel (padre di Aldo, il Borel I, e Felice, il
Borel II) mattatore dell'incontro e, con quello, del Campionato Federale di
1908, la Coppa Spensley.
La Juventus giocò, in qualità di campione federale d'Italia, il campionato
italiano, iniziato a marzo del stesso anno, con altre tre squadre, ma dopo
rinunciò all'eliminatoria regionale contro la Pro Vercelli, poi vincitrice
della Coppa Buni. La Juventus, infatti, insieme alle altre grandi squadre
dalla epoca, si ritirò dalle eliminatorie regionali dal XI Campionato a
gironi di calcio italiano, Coppa Romolo Buni, prima della gara di ritorno
–dall'8 marzo 1908- contro la Pro Vercelli per protesta contro la
Federazione Italiana Football (FIF) che impediva l'impiego di giocatori
stranieri, l’ossatura di quelle squadre durante i primi anni del calcio
italiano. La Pro Vercelli fu dichiarata vincitrice di quella partita per 0-2
grazie alla deliberazione dalla FIF.
L'anno successivo, con la seconda vittoria consecutiva degli juventini nella
Coppa Spensley ed il terzo posto nell'eliminatoria piemontese del campionato
italiano, si chiuse il ciclo dei giocatori-pionieri come Umberto Malvano e
Domenico Donna.
I successivi tre anni furono critici per la grande difficoltà della società
a reclutare nuovi giocatori: nel 1911 finì ultima nella classifica del suo
girone e la Juve si presentò al campionato del 1911-12 con soli dieci
giocatori, finendo terz'ultima con soli 9 punti. Nel 1912-13 la squadra si
classifica ultima ed evita la Seconda Categoria solo grazie a una riforma
dei campionati che annulla tutte le retrocessioni.
Capitolo precedente L’ingresso nel campionato federale
Capitolo successivo La ricostruzione della società con "Bino" Hess
Fonte: Wikipedia
|