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Nella stagione 1999-2000, sotto la guida di Ancelotti, i bianconeri
ottennero la Coppa Intertoto, ma lo scudetto sfuggì all'ultima giornata: a
causa di una sconfitta arrivata per mano del Perugia di Carlo Mazzone sotto
un improvviso diluvio che ritarda l'inizio del secondo tempo di oltre 70
minuti, la Lazio si laureò, con molte polemiche, campione d'Italia
sorpassando inaspettatamente gli juventini. Nella stagione successiva
(2000-01), la Juve non riuscì a sostenere il ritmo della Roma e concluse il
campionato alle sue spalle.
Il 2001-02 fu una stagione di grossi cambiamenti in casa juventina.
Nell'estate del 2001 avvennero due importanti addii: quelli del fantasista
francese Zidane, che fu ceduto al Real Madrid per l'esorbitante cifra di 70
milioni di euro (record assoluto nelle trattative di calciomercato) e di
Inzaghi, ceduto al Milan. Marcello Lippi ritornò ad allenare il club
bianconero. La Juve, grazie anche all'apporto dei neo-acquisti Pavel Nedvěd
(Pallone d'Oro nel 2003), Lilian Thuram, David Trézéguet (giustiziere
dell'Italia agli Europei del 2000) e Gianluigi Buffon, vinse il suo 26°
scudetto all'ultima giornata il 5 maggio 2002, ai danni dell'Inter di Héctor
Cúper, che perse all'Olimpico contro la Lazio per 4-2, facendosi in questo
modo superare in classifica dai bianconeri.
Il 20 dicembre 2001 la Juventus entrò in Borsa, compiendo un nuovo
importante passo nell’evoluzione da società calcistica civile a
"entertainment and leisure group": nei primi anni del XXI secolo, con oltre
duecento milioni di euro di fatturato, la Juventus era la terza società per
ricavi in Europa, dopo Manchester United e Real Madrid. Negli anni
successivi la Juventus è riuscita a realizzare in diverse occasioni utili di
bilancio, anche grazie a scelte non sempre popolari verso tifosi e
giornalisti, ma che hanno privilegiato la crescita dei ricavi, il
contenimento dei costi e dei debiti attraverso la decisione di spendere, per
l'acquisto di calciatori, solo il denaro incassato attraverso la vendita di
altri giocatori. In questo modo si è potuta finanziare l'apertura di un
centro sportivo a Vinovo, nei pressi di Torino, e la ristrutturazione dello
Stadio Delle Alpi.
Nella stagione 2002-03, dopo la vittoria della terza Supercoppa Italiana
contro il Parma, disputatasi a Tripoli, i bianconeri si aggiudicarono il 27°
scudetto con due giornate d'anticipo e raggiunsero la settima finale di
Champions League della storia juventina eliminando avversari blasonati come
il Barcellona nei quarti di finale e, soprattutto, i galácticos del Real
Madrid in semifinale. La gara di ritorno allo Stadio delle Alpi contro le
merengues, vinta per 3-1, è ricordata come una delle più grandi partite
della storia bianconera. Nella finale tutta italiana contro il Milan,
giocata a Manchester, la Juventus, senza Nedvěd (squalificato), cedette ai
calci di rigore per 2-3 dopo che la partita si era conclusa a reti bianche.
A decidere la sfida fu il rigore realizzato da Shevchenko per i rossoneri.
La squadra bianconera non poté così dedicare la Coppa alla memoria
dell'Avvocato Giovanni Agnelli, scomparso a causa di un cancro alla prostata
il 24 gennaio 2003.
L’estate 2003 iniziò con un evento particolarmente significativo: il 15
luglio venne siglato l’accordo con il Comune di Torino per l’acquisizione
del diritto di superficie per 99 anni dello Stadio Delle Alpi, in modo che
la società lo potesse gestire direttamente. In agosto la squadra si recò
negli Stati Uniti d'America per giocare la Supercoppa italiana (che inaugurò
la stagione 2003-04) contro il Milan. La Juventus si prese la rivincita
contro i "diavoli" rossoneri ai calci di rigore al Giant Stadium di New
York, dopo un rocambolesco 1-1 creatosi nei minuti di recupero del primo
tempo supplementare. Sfortunatamente, durante la trasferta americana, un
altro lutto colpì la società: la scomparsa del presidente Vittorio Caissotti
di Chiusano. Al suo posto venne nominato Franzo Grande Stevens,
vicepresidente FIAT, che restò in carica per due anni.
Dopo quella vittoria, il resto della stagione si rivelò sfortunato per i
bianconeri: la squadra venne eliminata dal Deportivo La Coruña negli ottavi
di finale della Champions League, perse la finale di Coppa Italia contro la
Lazio di Roberto Mancini e, dopo aver tenuto la testa della classifica per
la prima parte della stagione, crollò nei confronti del Milan e della Roma,
finendo terza in Serie A. Come se non bastasse, la società fu colpita da un
altro lutto: il 27 maggio 2004 morì di cancro ai polmoni Umberto Agnelli,
già presidente del club juventino.
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Fonte: Wikipedia
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