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D.: Quando è stata fondata la
Juventus?
R.: L'anno è il 1897, la stagione l'autunno: il momento
migliore per la nascita di un novello di
rara qualità, dal bouquet vellutato e
dal gusto forte e inebriante, destinato
a diventare nel tempo un vino d'annata
con milioni di estimatori in tutto il
mondo.
In senso strettamente anagrafico non è
dato conoscere la data esatta del
compleanno, che cade convenzionalmente
in occasione della festività di
Ognissanti. E' una scelta societaria per
simboleggiare la robusta
contrapposizione a diavoli vari e altri
serpenti calcistici, oppure è
semplicemente la data più indicata per
festeggiare insieme a folte schiere di
celestiali tifosi? A molti bianconeri
pare logica una conclusione: passata la
notte delle streghe, tocca alla Signora
far festa… D.: Dove e da chi è stata fondata la Juventus?
R.: Un evento di tale portata merita una descrizione
adeguata, enfatica e romanzesca quanto
basta.
In una suggestiva ambientazione fin de
siècle, nella bellissima Torino che
rimpiange i fasti vissuti da Capitale, una
quindicina di studenti del Ginnasio Massimo
D'Azeglio, di età compresa tra i quindici e
i diciassette anni, si mettono in testa di
fondare una società di calcio. Teatro della
decisione e delle conseguenti discussioni è
una panchina in corso Duca di Genova, mentre
la sede della prima riunione costitutiva è
un'officina in corso Re Umberto. Da quei
ragazzi e da quei momenti, i successivi 111
anni della storia del calcio…
D.: Perchè proprio "Juventus"?
R.: Probabilmente per la regola ineluttabile del "tra i due
litiganti, il terzo gode". I giovanissimi soci fondatori, in un
eccesso irrefrenabile di creatività, dettero forma e suono alle
proposte più inconsuete, tra le quali "Iris Club", "Società
Polisportiva Augusta Taurinorum", "Forza e Salute", "Vigor et Robur"
ed altre fantasiose composizioni all'insegna di un entusiasmo
tipicamente adolescente e in qualche caso anche divertente…
Alla resa dei conti solo tre proposte sopravvissero, e cioè:
"Società Massimo d'Azeglio", "Società Via Fort" e "Sport Club
Juventus", ma fu l'ultima a mettere d'accordo gli opposti e accesi
sostenitori delle prime due ipotesi. Due anni dopo, nel 1899, si
giunse alla denominazione definitiva di "Football Club Juventus".
D.: La denominazione dei bianconeri è sempre stata Juventus?
R.: No, nell'ultima fase del secondo conflitto mondiale, a
cavallo tra il 1943 e il 1945, la squadra prese il nome di "Juve
Cisitalia". Appare possibile nella temporanea denominazione il
riferimento alla Repubblica Cisalpina di napoleonica memoria
dettato, probabilmente, dal particolare momento storico.
D.: I colori della maglia sono sempre stati bianconeri?
R.: No, anzi.
Il percorso cromatico della casacca italiana più blasonata nei primi
anni della sua storia è sicuramente risultato impervio e accidentato
e non è mai stato frutto di scelte ponderate o ispirate ad altri
modelli calcistici; paradossalmente - ma non troppo, dati i tempi -
è stato determinato da cause di forza maggiore o da pura casualità.
La camicia bianca, prima vera uniforme della squadra torinese, fu
chiaramente una opzione dettata dalla facile reperibilità
dell'indumento. La casacca rosa, adottata già nel 1899 e ultimamente di
nuovo incomprensibilmente in auge, scaturì dalle rimanenze di
magazzino di un industriale tessile padre di uno dei soci fondatori:
con pezze color di rosa in quantità si confezionarono le singolari
camicie con colletto bianco, alle quali furono poi abbinati ancor
più singolari cravattini.
Dovettero trascorrere altri 4 anni per l'avvento definitivo in casa
Juve dei colori bianconeri. Era numerosa all'epoca la presenza di
giovani inglesi sia tra i soci, sia tra i calciatori juventini e
c'era anche qualche arbitro d'oltremanica che frequentava
assiduamente l'ambiente. Forse per questa significativa presenza
inglese, fu richiesta ad un negozio di Nottingham la fornitura di
una nuova divisa, più consona alle esigenze della squadra e l'ordine
fu prontamente esaudito con l'invio delle prime maglie disponibili,
giustappunto a strisce verticali bianche e nere.
Anche queste erano rimanenze di magazzino? O il fatto che il Notts
County indossasse divise analoghe era una pura e semplice
coincidenza? Che dire? Comunque sia andata, è stato un successo…
D.: Perchè i tifosi juventini sono detti "Gobbi"?
R.: Una questione meramente estetica ed evocativa, oltre che
vagamente denigratoria. Le magliette in uso negli anni '50, dal
taglio non propriamente di alta sartoria, riempiendosi d'aria
durante la corsa dei calciatori, formavano sulla schiena dei
medesimi una sorta di inelegante gobba che consentì alla tifoseria
granata di coniare il "simpatico e benevolo" epiteto.
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