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Classifica campionato di Serie A
Squadra Pti Squadra Pti
JUVENTUS 19 Milan 9
Inter 18 Bologna 9
Atalanta 16 Verona 9
Napoli 13 Udinese 7
Roma 12 Sassuolo 6
Lazio 11 Brescia 6
Fiorentina 11 Lecce 6
Cagliari 11 Spal 6
Torino 10 Genoa 5
Parma 9 Sampdoria 3
Classifica completa, risultati, calendario
Le prossime gare in calendario
Data/Ora Cmp Partita
19.10 20:45 A Juventus-Bologna
22.10 21:00 ChL Juve-Lokomotiv Mosca
26.10 15:00 A Lecce-Juventus
30.10 20:45 A Juventus-Genoa
02.11 20:45 A Torino-Juventus
06.11 18:55 ChL Lokomotiv Mosca-Juve
10.11 20:45 A Juventus-Milan
23.11 15:00 A Atalanta-Juventus
26.11 21:00 ChL Juve-Atletico Madrid
01.12 12:30 A Juventus-Sassuolo
Calendario completo
Tutte le partite ufficiali della stagione
G. Pti Vit Par Sco Fat Sub  
4 12 4 0 0 11 4 C
5 11 3 2 0 7 4 F
0 0 0 0 0 0 0 N
9 23 7 2 0 18 8 T
Ultime 10 gare ufficiali
Data Cmp Partita Ris
26.05 A Sampdoria-Juventus 2-0
24.08 A Parma-Juventus 0-1
31.08 A Juventus-Napoli 4-3
14.09 A Fiorentina-Juventus 0-0
18.09 ChL Atletico Madrid-Juve 2-2
21.09 A Juventus-Verona 2-1
24.09 A Brescia-Juventus 1-2
28.09 A Juventus-Spal 2-0
01.10 ChL Juve-Bayer Leverkusen 3-0
06.10 A Inter-Juventus 1-2
Punti 23 - Vinte 7 - Pari 2 - Perse 1
Gol fatti 18 - Gol subiti 10 - Vedi tabellini
Tutte le partite ufficiali della stagione
M Giocatore Pre Min Pan Gol
19 Bonucci 9 810 - -
14 Matuidi 9 730 1 1
5 Pjanic 9 710 1 2
6 Khedira 9 597 1 -
12 Alex Sandro 8 720 - -
7 Ronaldo 8 720 - 4
16 Cuadrado 8 568 4 1
21 Higuain 8 548 3 3
4 De Ligt 7 630 2 -
1 Szczesny 7 630 2 -7
10 Dybala 7 344 5 1
33 Bernardeschi 6 275 7 1
30 Bentancur 6 176 8 -
13 Danilo 5 336 2 1
8 Ramsey 5 210 4 1
25 Rabiot 3 194 7 -
11 Douglas Costa 3 169 - -
23 Emre Can 3 78 7 -
77 Buffon 2 180 7 -1
2 De Sciglio 2 105 - -
28 Demiral 1 90 8 -
3 Chiellini 1 90 - 1
31 Pinsoglio 0 - 7 -
24 Rugani 0 - 7 -
17 Mandzukic 0 - 3 -
34 Beruatto 0 - 1 -
22 Perin 0 - - -
20 Pjaca 0 - - -
Contributo reparti in fase realizzativa
Difesa 2 - Centrocampo 5 - Attacco 9
Altre statistiche
Giocatori utilizzati 22 (almeno 1 pres.)
Giocatori in gol 10 (45,45%)
Rigori segnati 1 - Sbagliati 0 - Parati 0
Ammonizioni 20 (11 giocatori)
Espulsioni 0 (0 giocatori)
Tutte le statistiche
La Juventus dal 1900 ad oggi
Gare ufficiali   Serie A
4.317 Giocate 2.893
2.358 (54,62%) Vittorie 1.589 (54,93%)
1.113 (25,78%) Pareggi 787 (27,20%)
846 (19,60%) Sconfitte 517 (17,87%)
7.749 Fatti 5.050
4.208 Subiti 2.727
C. Europee   Era 3 pti (uff.)
472 Giocate 1.295
258 (54,66%) Vittorie 777 (60,00%)
108 (22,88%) Pareggi 310 (23,94%)
106 (22,46%) Sconfitte 208 (16,06%)
806 Fatti 2.292
427 Subiti 1.127
Tutti i numeri della Juventus
Top 10 - All Time (gare ufficiali)
Presenze Gol fatti
705 Del Piero 289 Del Piero
658 Buffon 179 Boniperti G.
552 Scirea 178 Bettega R.
528 Furino 171 Trezeguet
507 Chiellini 167 Sivori
482 Bettega R. 158 Borel F.
476 Zoff 130 Anastasi
459 Boniperti G. 124 Hansen J.
450 Salvadore 115 Baggio R.
447 Causio 113 Munerati
Classifiche complete
Top 10 - Rosa attuale (gare ufficiali)
Presenze Gol fatti
658 Buffon 79 Dybala
507 Chiellini 58 Higuain
369 Bonucci 44 Mandzukic
189 Dybala 36 Chiellini
165 Alex Sandro 32 Ronaldo
162 Mandzukic 22 Bonucci
145 Cuadrado 21 Khedira
144 Pjanic 21 Pjanic
136 Khedira 15 Cuadrado
113 Higuain 10 Alex Sandro
Classifiche complete
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Pubblicato il 28.02.2011
Dino Zoff
di Bidescu
L’estate del 1972 è importante soprattutto per l’arrivo alla Juventus di un giocatore e di un uomo eccezionale: Dino Zoff; ha appena compiuto trenta anni, l’età nella quale altri calciatori sono vecchi, ma per lui, è il momento migliore della carriera. Napoli, che aveva adottato Dino, lo vede partire a malincuore. Attila Sallustro, gran centravanti degli anni d’oro ed allora direttore dello stadio “San Paolo” gli dice al momento del saluto: «Ho visto tanti campioni in maglia azzurra, ma tu sei il migliore. Non solo fra i pali, ma sempre, dall’allenamento allo spogliatoio».

La gente bianconera lo ama subito: Dino in porta è una sicurezza ed una guida per la difesa, fuori dal campo è un ragazzone misurato che parla poco ed al momento giusto, in allenamento è una belva (è il suo segreto, le partitelle come e più della partita in fatto di impegno e di concentrazione). Forte tra i pali (più piazzamento che voli, ma anche questi quando occorre), sicuro nelle uscite, attento e rapido nei rilanci, sempre presente nel match, anche se la palla è lontana dalla sua zona. Tra maglie bianconere ed azzurre, Dino Zoff inizia a trent’anni la parte più bella e gloriosa della sua carriera. Gli è mancata, e come l’avrebbe meritata, solo la Coppa dei Campioni. Si ritira il 2 giugno 1983, in bellezza, ancora integro ma capace di dire basta da solo.

«Sono arrivato che c’erano Causio, Haller, Bettega. La velocità insieme alla fantasia, la classe mescolata al dinamismo. Dopo arrivò gente come Benetti e Boninsegna, che aumentò forza fisica ed esperienza del gruppo. Ma quella prima Juventus mi è rimasta nel cuore».

Nato a Mariano del Friuli (Gorizia) il 28 febbraio 1942. Comincia a giocare nella Marianese, a 16 anni passa all’Udinese con la quale esordisce in serie A il 24 settembre 1961 (FiorentinaUdinese 5 a 2). Bilancio in campionato: 74 partite in serie B (Mantova e Udinese), 570 in serie A (Udinese 4, Mantova 92, Napoli 143 e Juventus 331).

Bilancio in Nazionale: esordio il 20 aprile 1968 a Napoli (Italia - Bulgaria 2-0), ultima partita il 29 maggio 1983 a Goteborg (Svezia - Italia 2-0). 112 presenze in Nazionale, secondo solamente a Paolo Maldini. Quattro campionati del mondo: Messico 1970, Germania 1974, Argentina 1978, Spagna 1982. Campione del mondo 1982. Campione d’Europa 1968.

Sei scudetti nella Juventus (1973, 1975, 1977, 1978, 1981, 1982). Una Coppa Italia, Juventus 1979. Una Coppa Uefa, Juventus 1977. Record di presenze in serie A, 570. Record di presenze consecutive in A, 330 (2 nel Napoli e 328 nella Juventus). Primati di imbattibilità: 903 minuti nella Juventus, 1143 in Nazionale. Mai espulso e mai squalificato.

Lasciamo al racconto del portiere stesso il ritratto di Dino Zoff fra i pali. Fra le tante cose da lui dette a mezza voce, questa è una spiegazione che rivela tante cose. Perché è stato così forte, nella Juventus ed in azzurro: «Si dice che è il tiro sbagliato il più pericoloso, ed è vero. Ma è altrettanto vero che ci sono giocatori portati a far goal, ed allora anche se il loro tiro è pulito dritto, vanno a segno lo stesso. Prendiamo “Gigi” Riva: non faceva cose strane, non cercava astuzie o pallonetti, sparava con quel suo sinistro e faceva centro. Così da parte del portiere è logico si facciano delle valutazioni. Io ho sempre il massimo rispetto di tutti gli avversari, ma mi sembra giusto temere più uno che l’altro a seconda delle caratteristiche. Questo senza che si arrivi a dualismi, a guerre personali.
Certo, si individua per così dire il nemico più pericoloso già alla vigilia, ben sapendo che magari il goal poi te lo fa un altro. Arriva un terzino, ti piazza una botta nel sette dal limite dell’area e sei fritto. Certamente la concentrazione del portiere aumenta quando la palla arriva fra i piedi del cannoniere avversario. Sai che è molto improbabile che lui cerchi il cross o il passaggio, sai che tenterà il goal direttamente nell’80/90% delle situazioni.
Non tutto è puro ragionamento, comunque, nel lavoro di un portiere. Prendiamo la scelta fra la presa e la respinta a pugno come conclusione dell’uscita su una palla alta. Io per principio parto sempre con la convinzione di dover bloccare questo benedetto pallone, ma a volte la situazione che si presenta nel momento decisivo è tale da farmi cambiare idea. Questione di attimi, come nella vita».

Per Giovanni Trapattoni, il suo ultimo allenatore: «Dino è uno dei calciatori più seri che abbia conosciuto, con una fiducia assoluta nell’equazione “lavoro uguale risultati”. È stato abituato da sempre a contare solo su se stesso, sulle sue capacità di sacrificio. Gli dicevo spesso di prendersi qualche pausa salutare. Non ne voleva sapere, è un magnifico esempio di passione sportiva vera, anche disinteressata. Difficile trovargli un difetto, anche a volerlo. Non certo nel gioco.. Al massimo lo si può accusare di non saper sfruttare sino in fondo il personaggio che si è costruito con anni di sacrifici. È un uomo con il suo mondo privato, come è giusto sia. La famiglia, la casa, hanno grande importanza per Dino. Su molti compagni, comunque, il suo ascendente era forte. Quando prima della gara, in settimana od addirittura la vigilia, si parlava del prossimo impegno, si analizzavano le qualità dell’avversario, i punti forti o gli eventuali lati che pensavamo deboli, Zoff partecipava ed entrava volentieri nei particolari tecnico-tattici. Come affrontare una punizione, come aspettare il corner, specie se nell’incontro precedente c’era stata qualche sfasatura. Un giocatore eccezionale, insomma. Due o tre con il suo carattere, oltre che con la sua bravura, e non ci sarebbero davvero problemi per qualsiasi squadra».

La Juventus gli offre la panchina, nell’estate del 1988; Dino accetta, e porta con sè, nell’avventura, l’amico Gaetano Scirea. Sembra la felicità, ma il destino è una bestia feroce che sta in agguato; si porta via Scirea in un dannato incidente stradale, in Polonia, e Zoff si sente all’improvviso un po’ più solo. «Mi manca molto l’appoggio di un amico vero come Gaetano Scirea. Mi sento più povero. E mi fa arrabbiare il fatto che abbia ricevuto i giusti onori solo dopo la morte. Prima era stato dimenticato. Il fatto è che in questo mondo il buono, il corretto, l’uomo vero è banale».

E dopo un anno e mezzo di Juventus, capisce di aver già fatto il suo tempo; non c’è bisogno di troppe parole, per spiegare i cambi di ritmo a uno come lui. Del resto, alla Juventus l’aveva voluto Boniperti, mentre l’Avvocato si era invaghito del nuovo verbo zonaiolo del profeta Maifredi. Zoff prende atto e non fa polemiche quando Maifredi viene annunciato ufficialmente a metà della stagione 1989/90.

«Il mio allontanamento dalla panchina della Juventus fu la conseguenza di un radicale cambiamento societario. Non fu una decisione improvvisa, conoscevamo tutti i nuovi indirizzi della dirigenza. E non mi sono mai sentito una vittima di quella situazione».

C’è una stagione da chiudere, Zoff chiama a raccolta la squadra che gli si stringe intorno e consegna alla bacheca juventina, prima di fare le valigie, una Coppa Italia ed una Coppa Uefa. Se ne va alla Lazio, tra i rimpianti dei tifosi bianconeri.


http://ilpalloneracconta.blogspot.com/


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